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Dopo il fortunato debutto di “Variabili Armoniche” del dicembre 2006 Stefano Ianne torna con il suo “Elephant”, album registrato al Teatro Dal Verme di Milano la sera del 26 maggio 2007 con l'orchestra de “I Pomeriggi Musicali”, una delle più importanti istituzioni della musica classica in Europa, diretta dal M° Valter Sivilotti. I brani sono tutti originali ed inediti. Pertanto è un live “sui generis”, trattandosi di una prima assoluta.
Al pianoforte uno splendido Rolf Hind (John Adams, London Sinfonietta), artista londinese dotato di grande tecnica e sensibilità, ma anche acuto compositore impegnato in esecuzioni in tutto il mondo.
Tra gli altri solisti citiamo di UTGandhi (Enrico Rava, Saluzzi) alle percussioni e di Simone D'Eusanio al violino elettrico, presenti ambedue anche in “Variabili Armoniche”.
Le edizioni musicali sono a cura di Sconfinarte di Milano; la distribuzione in Italia è seguita da AMW Distribuzione e Fenice Diffusione Musicale di Firenze e su Internet ed all'estero da All Mediaware di Roma.
Valter Sivilotti è anche il fine elaboratore orchestrale delle musiche di Stefano Ianne, il quale può essere considerato un minimalista inquinato da pathos romantico, sullo stile che oggi contraddistingue mostri sacri americani come John Adams e Steve Reich, senza dimenticare Philip Glass.
Nel caso di Ianne si può parlare di un minimalismo come metafora dei tempi, logorati dalla ripetizione; la sua musica è particolarmente elaborata con infinite variazioni e microvariazioni. Ma il vero pregio è che è decisamente ascoltabile da tutti, cosa a pochissimi riuscita nella musica classica contemporanea, mettendo d'accordo neofiti e addetti ai lavori.
Oggi dunque, Stefano Ianne, insieme a Ludovico Einaudi e Giovanni Allevi, rappresenta in Italia uno dei talenti di riferimento.
Stefano Ianne vive e compone a Ravenna.
I brani contenuti nel cd:
1. 14 juillet
2. amundsen
3. elephant
4. praestigium
5. mare nostrum
6. elektronische spiel
7. pathos
8. autunno e le foglie
9. moto perpetuo
10. Elephant (traccia video)
Progetti: Stefano Ianne si esibisce periodicamente accompagnato da un quartetto d'archi o semplicemente al pianoforte. Collabora stabilmente con l'orchestra de “I Pomeriggi Musicali” e con Antonella Ruggiero, la voce di “Mondovisioni”, brano che da il titolo al terzo lavoro del compositore. L’album è registrato dal vivo.
Di Stefano Ianne hanno detto:
“Credo che una delle operazioni più complesse oggi sia quella di realizzare una sintesi che rappresenti lo stile presente, ho l'impressione che Stefano Ianne possegga le energie per avventurarsi fuori dal castello.”
Giorgio Battistelli, direttore Biennale Musica di Venezia
“La visione di mondi a tratti vicini, lontani ed enigmatici, una piacevole sorpresa, che nell'ascolto mi ha portato a percepire un'armonia che passa dalla struggenza all'epos di un ritmo sostenuto e insinua nel sentire modalità atte a decifrare il nostro tempo.”
Giovanni Scardovi, docente di Plastica Ornamentale all’Accademia delle Belle Arti di Bologna.
La ripetizione di incipit musicali non necessariamente genera arte in essere: il divenire, in questo caso, scaturisce dalla propulsione del modello stesso (breve che sia). Non mi ero mai trovato nella condizione di constatare che lo sviluppo non dipenda necessariamente dell'elaborazione del materiale bensì, prima di tutto, dalle caratteristiche degli elementi proposti.”
Valter Sivilotti, direttore d'orchestra ed arrangiatore
“La musica di Stefano mi ha colpito per il suo particolare senso melodico.”
Antonella Ruggiero, cantante
”Va ascoltata fino in fondo per coglierne il progressivo dispiegarsi di una forte valenza evocativa che si rende percepibile da punti di vista sempre diversi e per una comprensione sempre più cosciente di ogni affascinante sfumatura del linguaggio musicale di Stefano Ianne.”
Massimiliano Caldi, direttore principale dell’Orchestra da Camera Milano Classica e direttore artistico e
musicale dell’Orchestra da Camera Slesiana di Katowice
“Infinite variazioni e microvariazioni rinnovano i temi musicali, attorno ai quali si sviluppano gli arrangiamenti, ora delicati, ora più incisivi. Ogni strumento ha il suo ruolo che risponde alla dottrina, forse banale ma raramente tanto azzeccata, del “poche note, ma al posto giusto” Simone Ungaro, sensorium.it
A cura di A.G. da “http://www.noteimmaginiparole.splinder.com/” |